La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i bonus ristrutturazione ma ha fatto sparire il bonus barriere architettoniche al 75%.
Vi spiego cosa significa in pratica, soprattutto se avete in famiglia persone con difficoltà motorie o anziani.
La buona notizia: il bonus ristrutturazioni resta
Per tutto il 2026 potete ancora detrarre il 50% delle spese se ristrutturate la casa dove vivete abitualmente. Se invece lavorate sulla casa al mare o su una seconda proprietà, la detrazione scende al 36%.
Il tetto di spesa resta a 96.000 euro per unità immobiliare, recuperabili in 10 anni. Su un bagno da 15.000 euro nella vostra casa principale, recuperate 7.500 euro in dieci rate da 750 euro l’anno.
Dal 2027 queste percentuali scenderanno, quindi il 2026 è davvero l’ultimo anno buono per ristrutturare con detrazioni decenti.
La brutta notizia: addio al bonus del 75% per le barriere architettoniche
Fino al 31 dicembre 2025 c’era il bonus barriere architettoniche che permetteva di detrarre il 75% delle spese per rendere accessibili gli ambienti. Dal 1° gennaio 2026 questo bonus non esiste più.
Cosa significa? Se volevate installare un montascale, allargare le porte, eliminare gradini o rifare il bagno per renderlo accessibile con il 75% di detrazione, dovevate farlo entro il 2025.
Chi non ce l’ha fatta dovrà accontentarsi del 50% o 36% del bonus ristrutturazioni normale.
La differenza non è piccola. Su 20.000 euro di lavori per l’accessibilità, con il vecchio bonus recuperavate 15.000 euro.
Con il nuovo ne recuperate 10.000 (prima casa) o 7.200 (seconda casa). Sono 5.000-7.800 euro in meno di detrazioni.
Quali lavori rientrano ancora nel bonus 2026
La cosa importante da capire è che molti interventi per l’accessibilità rientrano comunque nel normale bonus ristrutturazione. Non avrete il 75% ma almeno il 50% o 36% li prendete.
Per esempio, se dovete rifare completamente il bagno per una persona disabile o anziana, questi lavori sono detraibili:
- Rifacimento completo del bagno con doccia a filo pavimento, sanitari sospesi per il passaggio di una sedia a rotelle, maniglioni di sicurezza. Tutto questo rientra nella ristrutturazione normale.
- Allargamento porte per permettere il passaggio di carrozzine o deambulatori. Anche questo è ristrutturazione edilizia se comporta modifiche strutturali.
- Eliminazione di gradini e dislivelli all’interno dell’abitazione. Se rifate i pavimenti livellando tutto, è ristrutturazione.
- Installazione di montascale o servoscala, se comporta modifiche agli impianti elettrici o strutturali della casa.
Il punto è che questi lavori devono rientrare nella definizione di “ristrutturazione edilizia”. Non basta comprare e installare un montascale.
Deve essere un intervento che modifica strutturalmente la casa.
I documenti che servono (e che molti dimenticano)
Per non perdere il bonus dovete rispettare tutti i passaggi burocratici. E qui molti sbagliano.
Prima di iniziare serve la comunicazione al Comune. Per molti lavori in bagno basta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) che costa circa 500 euro di pratica. Ma deve essere presentata PRIMA di toccare anche una mattonella.
Durante i lavori tutti i pagamenti devono essere fatti con bonifico “parlante” (quello specifico per le ristrutturazioni, non il bonifico normale) e le fatture devono avere i vostri dati fiscali completi e la dicitura del bonus.
Dopo i lavori, se avete fatto anche interventi che migliorano l’efficienza energetica (per esempio infissi nuovi nel bagno), dovete mandare la comunicazione ENEA entro 90 giorni. Se ve la dimenticate, addio detrazione.
Accetta quest’altro consiglio
Il mio consiglio? Se devi ristrutturare, fallo ora. I bonus ci sono ancora, domani chissà.
Se vuoi un preventivo fatto bene, con tutte le garanzie, chiamaci. Ma anche se scegli un’altra impresa, almeno ora sai cosa pretendere.